Le vendite di Tesla in Europa stanno vivendo un momento di difficoltà nel 2025, con un calo significativo registrato a gennaio che alimenta speculazioni su una crisi più ampia. Mentre il mercato dei veicoli elettrici (EV) nel Vecchio Continente cresce rapidamente, Tesla sembra perdere terreno, colpita da una combinazione di fattori: la controversa immagine del suo CEO Elon Musk, una concorrenza sempre più agguerrita e una fase di transizione produttiva. Ma quanto è profondo questo declino, e cosa significa per il futuro del colosso americano?
Un Gennaio difficile per Tesla in Europa
A gennaio 2025, le immatricolazioni di Tesla in Europa (UE, Regno Unito e Norvegia) sono scese a circa 9.900 veicoli, un calo del 45% rispetto alle 18.200 unità dello stesso mese nel 2024, secondo i dati preliminari dell’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) e Bloomberg. Questo dato stride con la crescita del mercato europeo degli EV, che ha visto un aumento del 37% nello stesso periodo, spinto da politiche ambientali e incentivi.
Il declino è particolarmente marcato in alcuni paesi chiave:
- Germania: le nuove immatricolazioni sono crollate del 59,5%, passando da 3.150 a 1.277 veicoli (Kraftfahrt-Bundesamt, 7 febbraio 2025).
- Spagna: un impressionante -75,4%, con sole 268 unità registrate rispetto a circa 1.000 l’anno prima (Carscoops, 6 febbraio 2025).
- Francia: -63,4%, da 3.114 a 1.143 veicoli (The New York Times, 5 febbraio 2025).
- Svezia: -46%, con 405 unità contro 725 (Reuters, 3 febbraio 2025).
- Paesi Bassi: -42,5%, secondo stime coerenti (Reuters, 4 febbraio 2025).
A livello globale, gli analisti prevedono che Tesla possa consegnare circa 359.000 veicoli nel primo trimestre 2025, un calo del 7% rispetto ai 386.810 del Q1 2024 e del 27% rispetto ai 495.570 del Q4 2024 (Electrek, 3 febbraio 2025). Sebbene queste cifre siano proiezioni, riflettono una tendenza al ribasso che preoccupa investitori e osservatori.
“Fattore Musk”: quanto pesa davvero?
Parte del declino viene attribuita al cosiddetto “fattore Musk”. Le recenti mosse di Elon Musk, CEO di Tesla, hanno generato polemiche che sembrano aver danneggiato l’immagine del marchio, specialmente in Europa. Il suo endorsement pubblico del partito populista tedesco AfD prima delle elezioni di febbraio 2025 (The New York Times, 5 febbraio 2025) e un gesto controverso durante l’inaugurazione di Donald Trump il 20 gennaio 2025, interpretato da alcuni come un saluto nazista (The Standard, 17 febbraio 2025), hanno scatenato critiche e appelli al boicottaggio. In Polonia, il Ministro del Turismo Slawomir Nitras ha invitato i consumatori a evitare Tesla (thenextweb.com, 21 febbraio 2025), mentre a Berlino attivisti hanno protestato fuori dalla Gigafactory.
Sondaggi confermano un malcontento crescente. Nei Paesi Bassi, un’indagine citata da Wired rivela che un proprietario di Tesla su tre considera di vendere l’auto per dissociarsi da Musk (thenextweb.com, 21 febbraio 2025). In Svezia, l’approvazione di Tesla è scesa dall’19% all’11% dopo l’evento di Trump (Reuters, 3 febbraio 2025), e nel Regno Unito il 60% dei potenziali acquirenti di EV cita Musk come deterrente (Electrifying.com, 4 febbraio 2025). Tuttavia, non esistono dati che quantifichino con precisione quanto questo abbia inciso sulle vendite rispetto ad altri fattori.
Concorrenza agguerrita e transizione del Model Y
Oltre alla reputazione di Musk, Tesla affronta una pressione crescente dai concorrenti. BYD, che ha superato Tesla come leader globale negli EV nel Q4 2024 (600.000 vs. 495.570 consegne), sta conquistando l’Europa con prezzi competitivi: il BYD Atto 3 costa circa 36.000 euro, contro i 45.000 euro del Model Y (gettatext.com, 11 febbraio 2025). La crescita di BYD è esplosiva: +550% nel Regno Unito e +734% in Spagna a gennaio. Anche Volvo (EX30) e Volkswagen stanno guadagnando quote di mercato (EV Magazine, 7 febbraio 2025).
Un altro elemento è la transizione al Model Y “Juniper”, aggiornato nel tardo 2024. La produzione ridotta durante questa fase ha limitato l’inventario disponibile a gennaio, spingendo alcuni clienti a rinviare gli acquisti (Electrek, 3 febbraio 2025). Questo effetto temporaneo è tipico per Tesla durante i lanci di nuovi modelli, ma si somma alle difficoltà attuali.
Una crisi o un intoppo temporaneo?
Il calo di gennaio non è necessariamente il segno di una “crisi senza precedenti”. Tesla resta un attore dominante nel settore EV, e il Model Y è stato il veicolo più venduto in Europa nel 2023 (thenextweb.com, 21 febbraio 2025). Il successo della versione aggiornata potrebbe invertire la tendenza nei prossimi mesi, soprattutto se Tesla riuscirà a ottimizzare la produzione e a rispondere alla concorrenza con prezzi più aggressivi o innovazioni come la guida autonoma.
Tuttavia, i rischi sono reali. La riduzione dei sussidi per gli EV in alcuni paesi europei, unita alla crescente diffidenza verso Musk, potrebbe erodere ulteriormente la base di clienti. Marchi come Polestar stanno già capitalizzando su questo malcontento, puntando a un’immagine più neutrale e sostenibile (Bloomberg, 25 febbraio 2025). Per gli analisti, il futuro di Tesla dipenderà dalla capacità di separare il brand dalle controversie del suo CEO e di mantenere il vantaggio tecnologico in un mercato sempre più affollato.
Riassumendo
Il 2025 è iniziato in salita per Tesla in Europa, con vendite in netto calo a gennaio e una combinazione di fattori – da Musk alla concorrenza – che ne mettono alla prova la resilienza. I dati confermano il declino, ma è presto per parlare di una crisi strutturale: il primo trimestre è ancora in corso, e Tesla ha le risorse per riprendersi. Resta da vedere se il “fattore Musk” sarà solo un rumore di fondo o un ostacolo duraturo per il futuro dell’azienda nel Vecchio Continente.