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USA: meno aspettative su PIL e caro vita, in UE si registra un trend opposto

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Negli ultimi mesi, il panorama economico globale sta mostrando segnali contrastanti tra le due sponde dell’Atlantico. Negli Stati Uniti, le aspettative su crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) e sul costo della vita stanno subendo una flessione, alimentando dibattiti tra analisti e cittadini. Nel frattempo, nell’Unione Europea si osserva una dinamica inversa, con un cauto ottimismo che sembra riaffiorare sia in termini di crescita economica che di gestione del caro vita. Questo divario, emerso chiaramente nei dati più recenti, riflette differenze strutturali, politiche e congiunturali tra le due aree economiche.

Stati Uniti: un rallentamento atteso

Negli USA, l’economia, che negli ultimi anni ha sorpreso per la sua resilienza, sembra ora avviarsi verso una fase di decelerazione. Secondo le proiezioni aggiornate, la crescita del PIL per il 2025 potrebbe attestarsi su livelli inferiori rispetto alle stime precedenti, con alcuni analisti che prevedono un’espansione intorno all’1,5-2%, contro il 2,5% registrato nel 2024. Questo rallentamento è attribuito a diversi fattori: l’effetto ritardato dell’inasprimento monetario della Federal Reserve, che ha alzato i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione, e una domanda interna che mostra segnali di stanchezza, con i consumatori che riducono la spesa a causa dell’esaurimento dei risparmi accumulati durante la pandemia.
Parallelamente, il caro vita, pur mostrando una lieve attenuazione, rimane una preoccupazione per molte famiglie americane. L’inflazione, scesa dal picco del 9,1% nel 2022 al 2,5% circa nel primo trimestre del 2025, non è ancora percepita come sotto controllo da gran parte della popolazione. I prezzi di beni essenziali come alimentari ed energia continuano a pesare sui bilanci domestici, mentre il mercato immobiliare, con tassi ipotecari elevati, limita l’accesso alla casa per molti. Questo clima ha portato a una revisione al ribasso delle aspettative, con i cittadini che, secondo i sondaggi, si mostrano meno fiduciosi rispetto a un anno fa.

Unione Europea: segnali di ripresa

In contrasto con gli Stati Uniti, l’Unione Europea sta vivendo un momento di rinnovato ottimismo. Dopo un 2023 segnato da stagnazione e un 2024 di crescita modesta (0,9% nell’UE e 0,8% nella zona euro), le previsioni per il 2025 indicano un’accelerazione, con il PIL atteso all’1,5% nell’UE e all’1,3% nella zona euro. Questo miglioramento è trainato da una ripresa dei consumi, sostenuta da salari reali in aumento e da un mercato del lavoro che rimane solido, con un tasso di disoccupazione ai minimi storici.
Sul fronte del caro vita, l’UE sta beneficiando di un processo di disinflazione più marcato rispetto agli USA. L’inflazione complessiva, che nel 2023 aveva raggiunto il 6,4% nell’UE, è prevista scendere al 2,4% nel 2025, avvicinandosi all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. Questo calo è favorito da una riduzione dei prezzi energetici e da una maggiore stabilità nelle catene di approvvigionamento, fattori che alleviano la pressione sui costi di produzione e, di conseguenza, sui consumatori. Sebbene persistano disparità tra i Paesi membri – con l’Europa meridionale che cresce più rapidamente rispetto a quella settentrionale – il sentiment generale è in miglioramento.

Le ragioni del divario

Le traiettorie divergenti tra Stati Uniti e Unione Europea possono essere spiegate da una combinazione di politiche economiche e contesti specifici. Negli USA, la politica iper-consumistica e orientata alla crescita rapida ha raggiunto un punto di saturazione, con la Federal Reserve che ora deve bilanciare il controllo dell’inflazione con il rischio di una recessione. In Europa, invece, l’approccio più graduale della BCE e gli investimenti legati al Next Generation EU stanno iniziando a dare i loro frutti, stimolando la domanda interna e la transizione verde.
Mentre gli Stati Uniti affrontano un’incertezza crescente, con le elezioni presidenziali del 2024 che potrebbero influenzare ulteriormente le politiche economiche, l’UE sembra avviata verso una ripresa stabile, seppur moderata. Tuttavia, entrambi i blocchi devono fare i conti con rischi globali, come le tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati energetici, che potrebbero alterare queste tendenze nei mesi a venire. Per ora, il contrasto tra le aspettative su PIL e caro vita evidenzia come le due economie, pur interconnesse, stiano navigando acque molto diverse in questo inizio di 2025.

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